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Il diario di Terry Steeval, 15 anni, Corvonero, nei suoi giorni ad Hogwarts... Questo diario fa parte del progetto Hogwarts Secret Diaries...




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Una studentessa come tante, anche se la mia scuola è speciale... Corvonero. 15enne. Quinto anno ad Hogwarts. Timida. Responsabile. Insicura.



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mercoledì, 26 luglio 2006

23:10


Oh. Che bello. Che bello vedere i ragazzi più piccoli e più grandi lottare per i GUFO e i MAGO e non fare niente. Che soddisfazione, proprio...

Ma al diavolo, affrontiamo la realtà, perché mentire così al mio diario... a chi voglio darla a bere? Non me ne frega niente. Sono a casa, Hogwarts non è sicura, ma sinceramente dubito che qui sia molto meglio. Papà non potrebbe mai difendermi, né mamma, e io... io non saprei difendermi da sola se non per quelle poche cose che ho imparato nell'ES.



"Scrivimi, ogni tanto", mi ha detto Lisa.

Andrew invece è semplicemente sparito. "Ho scoperto qualcosa, Steeval" sono state le ultime parole che ho sentito da lui, bisbigliate incrociandoci in Sala Grande - poi non ci siamo più visti, e negli ultimi giorni prima della fine della scuola sembrava sparito proprio, nessuno ha sue notizie, nessuno l'ha visto, è mancato a varie lezioni... sembra semplicemente scomparso.

O fatto scomparire? Probabilmente c'entra con quello che aveva scoperto - quasi sicuramente i suoi sospetti erano giusti.

Ma che diavolo di sospetti aveva? Spero che abbia lasciato qualche traccia... di lui e dei sospetti che aveva. Se trovo quelli, trovo lui. Se trovo lui, scopro cosa ha capito.

Ma da dove cominciare, isolata come sono, qui?



Terry


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giovedì, 20 aprile 2006

17:22


Ho parlato con Andrew. Che ha parlato un po' con chiunque, ultimamente. E' una miniera d'informazioni, quel ragazzo - e anche un gran scocciatore, per la miseria, si mangiasse la sua colazione e si fumasse le sue sigarette! Ad ogni modo, ormai è ufficiale - Ron ha una cotta per la Parkinson, e non ho ancora capito se sia ricambiata o meno. Quel che è certo è che si sono baciati, me l'ha detto sorridendo il Frate Grasso, con una nota ingenua nella voce "Ah, era ora che ci fosse pace tra le Case". So benissimo che invece questa è proprio una dichiarazione di guerra.

A parte Ron, sembra che finalmente anche qualcun'altro abbia avuto la mia stessa idea - me l'ha detto sempre Andrew, peggio di una zitella, sa sempre tutto. Ha sentito Hermione che spiegava a Harry e Ginny la faccenda di Momfs e delle Bestie... strano che non ci sia arrivata prima, dico io, comunque l'importante è che non sia una pazza visionaria: avevo ragione.
Ad ogni modo, neanche lei è riuscita a trovare quel maledetto libro in cui le cose sembra fossero spiegate meglio - e ci metto la mano sul fuoco che ce l'ha un Serpeverde. Non credo che Pansy sappia molto di 'sta storia - immagino che sia più impegnata a tenere a bada Ron o forse a suggerirgli come fare male ai Grifondoro, visto che sembra essere diventato il suo nuovo sport - ma Malfoy, Nott e compagnia bella sono sicura di sì. Hanno la classica faccia di chi sa di sapere più degli altri, più strafottente del solito insomma.

***

"Andrew... vieni qui per favore" Andrew mi si avvicina con un'aria a metà tra l'annoiato e il divertito. Non so come non gli sia ancora passata la voglia di giocare, davvero. A volte lo invidio. "Che vuoi, Steeval?" mi chiede cavandomi di bocca la sigaretta ormai finita e usandola per accendersi la sua, anzi la mia visto che l'ha appena presa dal mio pacchetto. "Vorrei che tu imparassi il mio nome, Kirke", dico io sottolineando acidamente il suo cognome "e che imparassi il confine tra quello che è mio e quello che è tuo" concludo sarcastica. "Tutto qui, Steeval?" sbuffo un attimo, ma capisco che è meglio lasciar perdere. Sbattere ripetutamente la testa contro il muro è più divertente e fruttuoso. "No, non è tutto qui. Penso di sapere qualcosa su Momfs" lui mi guarda divertito. "Lo so che sai qualcosa, ragazzina, ne abbiamo parlato ieri, ricordi? Ti ho detto io quello..." sbuffo e non gli lascio finire la frase. "Intendevo, genio, qualcosa in più. Precisamente, credo di sapere chi ha il libro che ci serve. E perché.". Lui finalmente fa silenzio e il suo bel viso diventa serio. Si siede sull'erba ai miei piedi, e io lo imito, bruciandomi il mantello sul mozzicone ancora acceso che aveva appena buttato. "Cazzo, Andrew, ma starai mai un po' più attento?". Poi sorrido. Non possiamo cominciare a litigare tra noi per delle stronzate simili, davvero no, non adesso. "Ok, fa niente. Comunque, ho visto Pucey che si portava a spasso quel libro, ieri sera, non so davvero perché visto che tutti i suoi compari sono nella sua sala comune, e..." Andrew mi guarda fisso e mi interrompe. "Forse non tutti, Steeval. Forse non tutti".
Poi si alza in fretta e se ne va, facendomi cenno che ne avremmo riparlato più avanti.
Non so cosa pensare. Non penserà mica che ci sia Ron dietro, no? Insomma, per quanto stronzo sia diventato, la sua è solo brama di vendetta nei confronti della sua ex e del suo ex migliore amico... e una cotta per la persona sbagliata, e comunque la meno pericolosa di tutti i Serpeverde.
Ma allora?


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giovedì, 09 marzo 2006

16:31


Niente, niente, non ci son storie, devo parlare con Andrew, anche se è preoccupato, anche se qui è tutto un casino e forse non dovrei dare altri pensieri a nessuno. Lui per di più è del Grifondoro, conoscerà Ron di sicuro meglio di me. E poi se non parlo scoppio.
Ne ho parlato anche con Laura, nei pochi momenti in cui riusciamo a ritagliare un momento da sole - è più piccola di me e di un'altra Casa, è un po' difficile beccarsi - e anche lei è d'accordo. E' abbastanza pesante portare un carico simile solo in due. Di cui una poco più che bambina. L'ammiro molto per come riesce a reagire, davvero.

[un paio d'ore più tardi]

Ce l'ho fatta finalmente! Son stata un secolo per riuscire a trovare Andrew il più possibile da solo, alla fine l'ho trascinato via da un paio di persone che credo m'abbiano preso per scema.
"Andrew, ascolta, devo dirti una cosa" "L'avevo immaginato Steeval, oppure volevi rapirmi per i soldi del riscatto, ma ti avverto, non pagherebbe nessuno..." "Smettila di fare l'idiota, è una cosa seria!" "E chi scherza?! Dammi una sigaretta intanto che cianci!" Lo guardo storto, ma alla fine gliela do. "Adesso mi ascolti?" chiedo, soffiando il fumo di quella che mi sono appena accesa. "Hai tutta la mia attenzione", fa lui. E comincio a spiegare la situazione, che secondo me ci sono la Parkinson e Weasley dietro gli incidenti continui, che Laura li ha sentiti e tutto il resto. Lui lascia cadere la sigaretta fumata a metà e mi guarda fisso. La raccoglie, e toglie un filo d'erba prima di ricacciarla in bocca. "Pansy... Pansy non lo farebbe mai. E' una serpeverde, è acida, è amica di Malfoy, ma non è cattiva. No, non può essere." "Andrew, ascoltami cazzo! Neanche Ron lo-farebbe-mai, ma l'ha fatto! VUOI STARMI A SENTIRE, CRISTO?!"
Andrew abbassa gli occhi. "Già. Neanche Ron lo farebbe mai. Le cose cambiano, a quanto pare, o forse non sono più capace di capire chi ho davanti. Steeval, cosa facciamo?" "Non lo so, Kirke. E' per questo che sono venuta a parlare con te".

Nessuno sa più cosa fare, questa è la verità. Nessuno sa più di chi fidarsi.

Terry


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venerdì, 24 febbraio 2006

13:13


Ieri stavo parlando tranquillamente con Laura. Tranquillamente per quanto può essere, parlando di quello che sta combinando Ron. Stavamo cercando una possibile spiegazione al suo comportamento, e stavamo escludendo la possibilità che si sia semplicemente inflitrato per scoprire qualcosa, perché ultimamente ad Harry stanno succedendo vari piccoli (neanche tanto) incidenti, ed è più in infermeria che a lezione, quando mi si avvicina Andrew, Cho poco più dietro di lui.
No, "mi si avvicina" non è la frase esatta. Mi si scaraventa addosso è più corretto. E finisce sulla mia sigaretta. L'ultima sigaretta. Dice due parole insensate, mi prende un po' per il culo e poi me ne chiede una. Oltre al danno la beffa?! Vabbè, si è beccato un calcione nel sedere. Con affetto ovviamente, ché non farei mai così con una persona che disprezzo.
A quel momento ci siamo allontanate, e Laura stava dicendo qualcosa di vagamente sconnesso che non ho seguito molto, perché ho continuato ad osservare Andrew - è il suo bel vedere, eh? - e gli si è avvicinata Fleur, seria seria. Lui aveva ancora il suo solito sorriso irriverente stampato in faccia, probabilmente portato all'estremo dalla presenza della ragazza, poi lei gli dice qualcosa. Lui diventa immediatamente serio, un'espressione tesa in viso, le fa una domanda che sembra scivolare fuori dalle sue labbra a fatica, e alla risposta di lei scompare verso il castello.

Poco dopo mi sono avvicinata a Fleur, preoccupata per il ragazzo. Mi sa che se perde anche lui il buonumore, qui finisce tutto a puttane.
"Fleur, che succede?" "Niente, niente" fa lei, ancora con quell'espressione turbata in viso. Poi mi guarda, ed esplode. "Tutto invece! Non c'è una cosa che vada bene, è tutto sottosopra, è tutto sbagliato, e adesso l'amico di Andrew è in infermeria, e io..." "In infermeria? Di chi parli?" "Jack Sloper, sai, quel ragazzino timido che gira spesso con..." "Sì, sì, ho capito. Che è successo?" "Non lo so. Madama Chips mi ha mandato a chiamare Kirke, non ha voluto dirmi una parola su quello che era successo..." e poi ha cominciato a piangere.
L'ho abbracciata, senza chiederle più niente, poi siamo andate con Laura in cucina (Fleur ha sorriso un po' facendo solletico alla pera), dove ho chiesto che facessero un tè molto forte per la ragazza. E' più grande di me, ma in quel momento sembrava una bambina disperata. Gli elfi ovviamente hanno esagerato - in bene - e ci hanno dato una tazza di tè a testa e un sacco di biscotti, più una fetta di torta al cioccolato. Fleur si è un po' calmata, e abbiamo parlato di tutt'altro finché non ci siamo salutate.

Sono preoccupata. E non so se parlare con Andrew di Ron. Mi fido di lui, ma vorrei evitare di dargli altri pensieri.

Terry


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mercoledì, 18 gennaio 2006

04:26


Laura prima mi ha detto che Angelina Johnson, quella che era nei Grifondoro, farà da assistente alla Bumb. Son proprio contenta per lei.
Comunque questo non è il problema principale. E neanche i casini di Kirke, le parole sibilanti della Parkinson... Ma lei c'entra.

Insomma, prima parlavo con Laura. Eravamo a spasso per il giardino, lontano il più possibile dagli occhi degli insegnanti, io con la sigaretta in mano, lei molto più Tassorosso, composta e cheta. Le chiedo come mai mi avesse portato fin là, oltre che per permettermi di fumare senza chiudermi in bagno (le mie amiche babbane mi raccontano che lo fanno anche nelle scuole "normali", che per di più non hanno giardini simili...). Lei, intirizzita, mi risponde da sotto la sciarpa che le arrivava fin sopra il naso. "Ecco... ho sentito un discorso, prima, per caso". Sì, ma queste parole non mi dicono nulla di preciso, penso. "Che discorso, Laura? Cosa c'è di così misterioso?" "Uh... beh, in realtà non ho sentito molto... ma sono le persone coinvolte che mi hanno lasciata perplessa..." Quando fa così la vaga mi verrebbe da strozzarla, ecco. "Insomma, signorina Madley" rimbecco io imitando il tono di voce di Piton, vagamente seccata, "Vorresti cortesemente dirmi quel che hai da dire?!" Lei si ferma in mezzo alla neve e tira un sospiro profondo. "C'erano Ron e la Parkinson, in un angolo del giardino, e parlavano con aria complice di non so che piano ai danni di qualcuno".

"Stavo camminando da sola, riflettendo su un po' di cose mie, e la neve deve aver attutito i miei passi, perché non mi hanno sentita arrivare. Io ero nascosta da un tronco e qualche cespuglio, ma ho visto quei due seduti vicini su un grande sasso, che parlavano di fargliela pagare a quel bastardo e se lo merita e se l'è cercata stavolta. Le parole più dure venivano proprio da Wesley, e visto che sinceramente dubito che sia Pansy ad essere passata dalla parte giusta, qualsiasi motivo possa avere..."
Visto che la Parkinson non passerebbe mai dalla "parte dei buoni", devo intendere che è Ron ad aver sbagliato strada. E ho anche tanta paura di sapere chi sia "quel bastardo", perché conosco i brutti scherzi che può fare la gelosia.

Ho spento la sigaretta e ho guardato Laura in faccia, per cercare di capire. Avevo pur sempre la speranza di scoprire uno scherzo di cattivo gusto, un'ombra di incertezza. Avrei preferito addirittura sapere che era lei quella passata "dall'altra parte", e che avesse un qualsiasi fine nel dirmi questa bugia.
Laura era seria, e nei suoi occhi c'era cupa disperazione. La disperazione di chi ha perso ogni punto fermo, ogni briciola di fiducia. Di chi, risollevato per un attimo dalle sue preoccupazioni da un'incerta speranza, scopre che era illusoria, effimera, e che è scoppiata come una bolla di sapone.
Di chi vedeva nel trio la possibilità di farcela, di sopravvivere ancora. E comprende che non esiste nessun trio, che non è mai esistita nessuna possibilità, e che adesso è davvero la fine.

Terry


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sabato, 07 gennaio 2006

02:00


Diariuccio mio abbandonato! E' da davvero troppo tempo che non scrivo qui sopra, ma alla fin fine non succede mai niente. La mia vita privata scivola via senza lasciare alcun segno dietro, insomma mi annoio a morte; l'unico diversivo è osservare il trio, che ormai non è più tale. Sembra che Ron se ne sia allontanato, o sia stato costretto a farlo, o che ne so io. Secondo me è per gelosia, ché Harry e Hermione escono insieme adesso, e lui se l'è presa tantissimo. Spero non voglia fare qualche sciocchezza, ché di vendette ne avrebbe a volontà, solo che se andasse sul pesante potrebbe creare problemi a tutti.
Che poi l'ho visto aggirarsi nei dintorni di Pansy un po' troppo spesso per i miei gusti, ecco. Mi preoccupa non poco questo. Ma vabbè, anche se mi preoccupa mica posso fare molto.

Riguardo alla situazione in generale, invece, temo ci sia qualcosa di grosso all'orizzonte, anche se non saprei dire cosa. Troppo trambusto, troppe occhiate complici dei SerpeVerde, troppo... troppo. Non so cosa, ma troppo. Si sente palpabilmente, come una cappa grigia che ti schiaccia a terra. Spero sia la mia follia che avanza. O il risultato del comportamento dei prof, che continuano a caricarci di compiti neanche fossimo animali da soma.
E a questo proposito... Vado a studiare!

Terry


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domenica, 16 ottobre 2005

16:03


Mi sono alienata da tutto e da tutti. Lanciata nella scuola, nei compiti, nello studio, in qualsiasi cosa mi permetta di non pensare. Ai Serpeverde e la loro testa bacata. A quel gran *** di Voldemort e a tutte le cazzate che fa, a... a niente. Non voglio pensare a niente. Neanche agli amici. Neanche alla mia famiglia. Niente. Un po' di musica, anzi molta musica, sempre, in ogni attimo che non sia di lezione. Studio, un sacco di studio. E basta, la mia vita per il momento si limita a questo. Sono troppo stanca per qualsiasi altra cosa, sono sfinita dalla paura, dai casini, dai piani e contropiani segreti e meno segreti, dall'ansia, dai nervosismi, da tutto.
In questo momento vorrei essere una qualsiasi ignara babbana.

Terry


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martedì, 06 settembre 2005

16:14


Stanca. Stanca stufa sfinita, non ne posso più.

I Serpeverde continuano a serpeverdeggiare, sinonimo di rompere le palle. Piton insiste nel pitoneggiare, vale a dire rompere le palle pure lui. I prof ci danno un sacco di compiti e da studiare, sono piena fin sopra i capelli di studiare difesa contro le arti oscure, pozioni, e quello, e quell'altro... So che mi serve studiare ste cose, soprattutto adesso, ma allora potrebbero evitare di riempirci di altra roba da studiare...

Anche le ragazze sono sfinite... Lisa ogni sera più che addormentarsi sviene... Io è un sacco che non scrivo qui perché mi fa talmente male la mano da tutto quello che studio che tenere una penna sarebbe un suicidio... Insomma non combino più!!

Vado a studiare. Ancora. Sigh.

Terry


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sabato, 23 luglio 2005

11:17


E' successo qualcosa. Siamo qui, a casa mia, io, Lisa e Laura... ma mi vien voglia di scappare via. Fuggire. Hermione mi ha discretamente chiesto se per caso avessi visto Ron in giro. Com'è come non è, ho scoperto che a quanto pare avevamo ragione. Mi spiego: Ron, quello conosciuto fino adesso come tale, è scomparso. Sparito nel nulla, in modo per niente normale. E ovviamente si sospetta che fosse lui. Ron, quello vero, ha mandato un gufo a Harry e Hermione un paio di giorni fa, dicendo di essere finalmente riuscito a scappare. Quello falso non era ancora sparito, quindi sgomento, sorpresa, si pensa prima ad un ritardo, si controllano le date, si capisce. Capisce anche Voldemort (perché visto che bisogna differenziarli, tanto vale chiamarlo col suo nome...), scoperto, non può fare più niente e sparisce.

Lisa ha pianto per un bel po' quando ho ricevuto la notizia. Ovviamente Hermione non ha minimamente discusso su Lisa e Laura, visto che non era il momento adatto. Ha detto anzi che l'avrebbe coinvolte probabilmente lei stessa, che più siamo meglio è, che però resti tra di noi (e a chi dovrei dirlo? "Mamma, guarda, vado a combattere il Male e torno"). Di non mandare gufi in giro, di parlare solo di persona e solo in luoghi sicuri (e ancora, con chi dovrei parlare? Al massimo con lei o Harry, ma ci vediamo a brevissimo!) eccetera. E di avvisare in caso di avvistamenti di Ron. Di qualsiasi Ron.

E se Hermione ha detto tutto questo a noi, a me, bocca di ciabatta, la situazione è grave. Vuol dire che l'azione è più urgente della prudenza.

Voglio scomparire...

Terry


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Terry's Diary



giovedì, 30 giugno 2005

16:32


Sto ancora pensando a Bocca di ciabatta. Ma tu dimmi questa, avesse almeno un motivo! A parte che, voglio dire, chi ca%%o sei per giudicarmi, ma vabbè... ma così, senza uno straccio di perché? Cosa avrei detto e a chi, che a parte Lisa e Laura non vedo/sento/conosco praticamente nessuno?!

Ma tu dimmi

Ma guarda questa

Ma che faccia tosta

Umpft

Tsè

Snort

>_< Terry


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