giovedì, 20 aprile 2006
17:22
Ho parlato con Andrew. Che ha parlato un po' con chiunque, ultimamente. E' una miniera d'informazioni, quel ragazzo - e anche un gran scocciatore, per la miseria, si mangiasse la sua colazione e si fumasse le sue sigarette! Ad ogni modo, ormai è ufficiale - Ron ha una cotta per la Parkinson, e non ho ancora capito se sia ricambiata o meno. Quel che è certo è che si sono baciati, me l'ha detto sorridendo il Frate Grasso, con una nota ingenua nella voce "Ah, era ora che ci fosse pace tra le Case". So benissimo che invece questa è proprio una dichiarazione di guerra.
A parte Ron, sembra che finalmente anche qualcun'altro abbia avuto la mia stessa idea - me l'ha detto sempre Andrew, peggio di una zitella, sa sempre tutto. Ha sentito Hermione che spiegava a Harry e Ginny la faccenda di Momfs e delle Bestie... strano che non ci sia arrivata prima, dico io, comunque l'importante è che non sia una pazza visionaria: avevo ragione.
Ad ogni modo, neanche lei è riuscita a trovare quel maledetto libro in cui le cose sembra fossero spiegate meglio - e ci metto la mano sul fuoco che ce l'ha un Serpeverde. Non credo che Pansy sappia molto di 'sta storia - immagino che sia più impegnata a tenere a bada Ron o forse a suggerirgli come fare male ai Grifondoro, visto che sembra essere diventato il suo nuovo sport - ma Malfoy, Nott e compagnia bella sono sicura di sì. Hanno la classica faccia di chi sa di sapere più degli altri, più strafottente del solito insomma.
***
"Andrew... vieni qui per favore" Andrew mi si avvicina con un'aria a metà tra l'annoiato e il divertito. Non so come non gli sia ancora passata la voglia di giocare, davvero. A volte lo invidio. "Che vuoi, Steeval?" mi chiede cavandomi di bocca la sigaretta ormai finita e usandola per accendersi la sua, anzi la mia visto che l'ha appena presa dal mio pacchetto. "Vorrei che tu imparassi il mio nome, Kirke", dico io sottolineando acidamente il suo cognome "e che imparassi il confine tra quello che è mio e quello che è tuo" concludo sarcastica. "Tutto qui, Steeval?" sbuffo un attimo, ma capisco che è meglio lasciar perdere. Sbattere ripetutamente la testa contro il muro è più divertente e fruttuoso. "No, non è tutto qui. Penso di sapere qualcosa su Momfs" lui mi guarda divertito. "Lo so che sai qualcosa, ragazzina, ne abbiamo parlato ieri, ricordi? Ti ho detto io quello..." sbuffo e non gli lascio finire la frase. "Intendevo, genio, qualcosa in più. Precisamente, credo di sapere chi ha il libro che ci serve. E perché.". Lui finalmente fa silenzio e il suo bel viso diventa serio. Si siede sull'erba ai miei piedi, e io lo imito, bruciandomi il mantello sul mozzicone ancora acceso che aveva appena buttato. "Cazzo, Andrew, ma starai mai un po' più attento?". Poi sorrido. Non possiamo cominciare a litigare tra noi per delle stronzate simili, davvero no, non adesso. "Ok, fa niente. Comunque, ho visto Pucey che si portava a spasso quel libro, ieri sera, non so davvero perché visto che tutti i suoi compari sono nella sua sala comune, e..." Andrew mi guarda fisso e mi interrompe. "Forse non tutti, Steeval. Forse non tutti".
Poi si alza in fretta e se ne va, facendomi cenno che ne avremmo riparlato più avanti.
Non so cosa pensare. Non penserà mica che ci sia Ron dietro, no? Insomma, per quanto stronzo sia diventato, la sua è solo brama di vendetta nei confronti della sua ex e del suo ex migliore amico... e una cotta per la persona sbagliata, e comunque la meno pericolosa di tutti i Serpeverde.
Ma allora?
Una pagina di diario di .Terry.Steeval.
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