

mercoledì, 18 gennaio 2006
04:26
Laura prima mi ha detto che Angelina Johnson, quella che era nei Grifondoro, farà da assistente alla Bumb. Son proprio contenta per lei.
Comunque questo non è il problema principale. E neanche i casini di Kirke, le parole sibilanti della Parkinson... Ma lei c'entra.
Insomma, prima parlavo con Laura. Eravamo a spasso per il giardino, lontano il più possibile dagli occhi degli insegnanti, io con la sigaretta in mano, lei molto più Tassorosso, composta e cheta. Le chiedo come mai mi avesse portato fin là, oltre che per permettermi di fumare senza chiudermi in bagno (le mie amiche babbane mi raccontano che lo fanno anche nelle scuole "normali", che per di più non hanno giardini simili...). Lei, intirizzita, mi risponde da sotto la sciarpa che le arrivava fin sopra il naso. "Ecco... ho sentito un discorso, prima, per caso". Sì, ma queste parole non mi dicono nulla di preciso, penso. "Che discorso, Laura? Cosa c'è di così misterioso?" "Uh... beh, in realtà non ho sentito molto... ma sono le persone coinvolte che mi hanno lasciata perplessa..." Quando fa così la vaga mi verrebbe da strozzarla, ecco. "Insomma, signorina Madley" rimbecco io imitando il tono di voce di Piton, vagamente seccata, "Vorresti cortesemente dirmi quel che hai da dire?!" Lei si ferma in mezzo alla neve e tira un sospiro profondo. "C'erano Ron e la Parkinson, in un angolo del giardino, e parlavano con aria complice di non so che piano ai danni di qualcuno".
"Stavo camminando da sola, riflettendo su un po' di cose mie, e la neve deve aver attutito i miei passi, perché non mi hanno sentita arrivare. Io ero nascosta da un tronco e qualche cespuglio, ma ho visto quei due seduti vicini su un grande sasso, che parlavano di fargliela pagare a quel bastardo e se lo merita e se l'è cercata stavolta. Le parole più dure venivano proprio da Wesley, e visto che sinceramente dubito che sia Pansy ad essere passata dalla parte giusta, qualsiasi motivo possa avere..."
Visto che la Parkinson non passerebbe mai dalla "parte dei buoni", devo intendere che è Ron ad aver sbagliato strada. E ho anche tanta paura di sapere chi sia "quel bastardo", perché conosco i brutti scherzi che può fare la gelosia.
Ho spento la sigaretta e ho guardato Laura in faccia, per cercare di capire. Avevo pur sempre la speranza di scoprire uno scherzo di cattivo gusto, un'ombra di incertezza. Avrei preferito addirittura sapere che era lei quella passata "dall'altra parte", e che avesse un qualsiasi fine nel dirmi questa bugia.
Laura era seria, e nei suoi occhi c'era cupa disperazione. La disperazione di chi ha perso ogni punto fermo, ogni briciola di fiducia. Di chi, risollevato per un attimo dalle sue preoccupazioni da un'incerta speranza, scopre che era illusoria, effimera, e che è scoppiata come una bolla di sapone.
Di chi vedeva nel trio la possibilità di farcela, di sopravvivere ancora. E comprende che non esiste nessun trio, che non è mai esistita nessuna possibilità, e che adesso è davvero la fine.
Terry
Una pagina di diario di .Terry.Steeval.